Martedì 4 agosto per l'appuntamento conclusivo della rassegna "Incontri con l'autore" al parco del Mulino Sapignoli, verrà presentato alle ore 21 "Santarcangelo della poesia. La poesia neodialettale del secondo ‘900 a Santarcangelo di Romagna dove tutto ha avuto inizio".
È il titolo del nuovo libro di Rita Giannini, edito da Pazzini, che «non è soltanto un saggio ma un luogo da abitare, una mappa emotiva e culturale che accompagna dentro una delle esperienze più sorprendenti e poco raccontate della letteratura italiana del Novecento». Un volume atteso che partendo dai maestri santarcangiolesi racconta come la lingua madre partendo da qui abbia dato luce alla poesia e abbia lasciato un’eredità feconda che continua a delineare Santarcangelo quale città della poesia. «Nato da una necessità autentica non è un’operazione accademica, né un semplice lavoro di ricostruzione storica, è un gesto di restituzione a Santarcangelo e ai suoi protagonisti, un atto d’amore verso la città che l’autrice racconta come epicentro di una fioritura irripetibile, un luogo in cui il dialetto, lingua dell’oralità, si è trasformato in lingua della poesia moderna, diventando strumento espressivo alto, consapevole, innovativo». Sono parole del critico Paolo Zaghini che aggiunge «Giannini scrive con la consapevolezza di chi non osserva da lontano, ma ha vissuto da vicino quella stagione. E questa vicinanza si sente: nelle sfumature, nei dettagli, nella capacità di restituire non solo i fatti, ma il clima, le voci, perfino i silenzi».
Analizza quella che è stata chiamata “Scuola poetica santarcangiolese”, vero e proprio movimento letterario, fenomeno rarissimo per una città di provincia, nato nel secondo dopoguerra con sette protagonisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia letteraria, cinematografica, teatrale, televisiva del ‘900: Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Tonino Guerra, Rina Macrelli, Flavio Nicolini, Nino Pedretti, Giuliana Rocchi di cui i più grandi studiosi hanno parlato. Il libro li racconta e così ciò che da essi è scaturito e che ancora oggi caratterizza la città in modo autentico, con eredi che grazie ai maestri hanno preso l’ardire di scrivere nella lingua madre, in città, in Romagna e in Italia. E non è il dialetto del folclore o della nostalgia, è la lingua contemporanea della poesia, innovata dal capostipite: Tonino Guerra, artefice del rinnovamento linguistico e stilistico, figura di riferimento, generativa di esperienze non solo in campo letterario ma anche teatrale e cinematografico.
Nel ricco excursus l’autrice cerca anche di rispondere «senza mai cadere nella retorica alla domanda semplice e insieme vertiginosa» perché proprio a Santarcangelo si è concentrato e ancora oggi si concentra un numero così alto di poeti, scrittori e intellettuali capaci di lasciare un segno nella storia letteraria? «La risposta non è mai univoca, e forse sta proprio qui la forza del libro. Giannini non semplifica, non riduce il fenomeno a una formula, lo racconta come un intreccio irripetibile di condizioni: un tessuto sociale vivo, una forte identità culturale, una lingua condivisa, e soprattutto una generazione di autori che scelgono di trasformare il dialetto in strumento poetico. Risultato una Scuola poetica che è organismo vivo, fatto di relazioni, influenze, affinità e differenze».
L'autrice sarà accompagnata dalle letture di Nicoletta Fabbri, attrice, autrice, assistente alla regia e pedagoga teatrale; introduce la serata Roberta Cianferoni, Presidente dell'Associazione Amici del Mulino Sapignoli.
Ingresso libero
Sulle autrici
Rita Giannini
Giornalista e scrittrice, si dedica prevalentemente alla critica letteraria e teatrale. È direttrice di periodici e radio locali e svolge la sua attività editoriale e saggistica collaborando con quotidiani e riviste, tra cui “Il parlar Franco” (Pazzini) di cui è membro del Comitato di Redazione e “Graphie” che dirige. Si è occupata di ideazione e organizzazione di eventi culturali. Ha curato la rubrica “Racconti d’Autore” del sito regionale Emilia-Romagna Creativa, ha diretto il Servizio Cultura della Provincia di Rimini, l’Ufficio Istruzione Cultura del Comune di Santarcangelo di Romagna, l’“Associazione Culturale Tonino Guerra”.
E del Maestro Guerra è biografa ufficiale. Ha seguito oltre a Guerra, l’opera di Giuliana Rocchi, Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Nino Pedretti, Flavio Nicolini, Walter Galli, Guglielmo Giovagnoli. Continua i suoi studi in ambito storico-artistico, con attenzione agli autori romagnoli e all’attività di “Santarcangelo dei Teatri”.
Ha all’attivo innumerevoli pubblicazioni, tra cui la Storia del Festival di Santarcangelo e diversi volumi biografici su Tonino Guerra e Federico Fellini. È autrice della serie di guide culturali e turistiche della Provincia di Rimini, del volume edito dal Touring Club “I Sentieri Magici della Valmarecchia”, “Cuba”, “La Persia Classica”.
Ha recentemente editato, con Pazzini, i volumi “Santarcangelo di Romagna”, “Tonino Guerra. Il sorriso della terra”, “Giuseppe Boschetti”, “Santarcangelo della poesia”.
Da qualche tempo tra la sua produzione ha trovato spazio anche la composizione poetica.
Nicoletta Fabbri
Nicoletta Fabbri è attrice, autrice, assistente alla regia e pedagoga teatrale. Dal 2008 collabora con la compagnia Le belle bandiere, diretta da Elena Bucci e Marco Sgrosso, affiancando all'attività di interprete quella di assistente alla regia e formatrice. Nel corso della sua carriera ha lavorato con importanti registi e compagnie della scena teatrale italiana, tra cui Motus, Marcello Chiarenza, Roberto Biselli e Roberto Paci Dalò. È autrice di spettacoli e progetti teatrali e, nel 2025, ha pubblicato con Pier Paolo Paolizzi il volume Quando il teatro è una Serra (L'arboreto Edizioni), dedicato alla storia della compagnia Serra Teatro.