Torna al Teatro Aperto la rassegna per famiglie Un Teatro per i Ragazzi, organizzata dall’Amministrazione Comunale e Accademia Perduta/Romagna Teatri, in collaborazione con Pro Loco Poggio Berni.
La rassegna rivolta a famiglie e ragazzi sarà inaugurata prima dell'inizio dello spettacolo con la presentazione del progetto "Genitori connessi" promosso nell'ambito della Comunità Educante Territoriale (CET), all'interno del quale un gruppo di genitori dei tre comuni di Santarcagelo, Verucchio e Poggio Torriana ha lavorato da alcuni mesi alla costituzione di Patti Digitali in cui le famiglie vengono accompagnate nella costruzione di regole condivise e buone pratiche per affrontare insieme le sfide dell'educazione digitale con l’obbiettivo di favorire un'alleanza educativa capace di sostenere la crescita dei più giovani.
Subito dopo la condivisione del progetto, andrà in scena la compagnia TCP Tanti Cosi Progetti con Il vestito nuovo dell’Imperatopo, tratto dalla celebre fiaba di H.C. Andersen, scritto da Antonella Piroli e Danilo Conti, quest’ultimo anche interprete insieme a Claudia Veronesi. La pièce è una nuova produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri, presentata in “Prima Nazionale” nei giorni scorsi nell’ambito del festival Colpi di Scena.
Sarto Topasio è un fedele servitore del suo sovrano e fa del suo meglio per farlo felice e per lavorare con estro e solerzia. Ma le pretese irragionevoli e smodate dell’Imperatopo lo costringono, giorno dopo giorno, a stancarsi, a rincasare sempre più tardi e persino a trascurare i suoi bambini quando… ecco un’idea! Dal geniale racconto di Hans Christian Andersen, Danilo Conti prende le mosse per narrare questa fiaba bellissima, dipingendola di acume ed ironia. La particolare scrittura di Andersen riesce, in forma di fiaba, a inserire, nel tessuto della realtà quotidiana, aspetti, considerazioni e temi di sconcertante attualità e di profonda riflessione. Perché una fiaba classica? perché le fiabe contengono significati e archetipi che, come sigilli, alimentano l’immaginario e la cultura che dall’infanzia evolve all’età adulta.
In questo spettacolo l’opera di Andersen viene restituita da Conti e Piroli attraverso un allestimento di teatro di figura che utilizza oggetti, pupazzi, immagini e ombre; ed in cui le figure animate vivono in rapporto simbiotico con la persona dell’attore, un rapporto che assume un particolare significato nell’interazione con il pubblico. L’oggetto, il pupazzo, la figura animata, infatti, divengono medium (nell’accezione di McLuhan), veicolo di significato attraverso l’arte della manipolazione per stimolare l’immaginazione, far scaturire domande, curiosità, arricchire la cultura.